La politica estera dei gasdotti: il Turkish Stream

IMG_0407Le politiche energetiche rappresentano, in un’epoca in cui la dipendenza dal petrolio e dal gas naturale si attesta a livelli elevatissimi, uno dei cardini decisivi su cui poggiano gli equilibri internazionali.
Matteo Garnero, responsabile web di IAPSS Forlì, ci presenta i nuovi scenari geopolitici connessi all’attivazione del Turkish Stream, un gasdotto in grado di collegare, attraverso Turchia e Grecia e con il beneplacito della Russia, i giacimenti dell’Est Europa al Mediterraneo. Il prepotente ingresso della Turchia nei giochi energetici mediterranei, i possibili vantaggi per la Grecia e la posizione dell’Iran, seconda riserva mondiale di gas naturale, in via di normalizzazione grazie agli accordi sul nucleare, rappresentano un’importante sfida per l’Unione Europea, ad oggi incapace di produrre una politica energetica comune funzionale e di ampie vedute.

(Redattore: Jacopo Scita)

Il 17 marzo 2015 si è tenuta la cerimonia che ha sancito l’inizio ufficiale dei lavori di costruzione del TANAP (the Trans-Anatolian Natural Gas Pipeline), il gasdotto che collegherà le riserve azere con il mercato europeo, attraversando la Georgia, la Turchia e allacciandosi al TAP (Trans-Adriatic Pipeline). Pur non essendo dotata di risorse energetiche rilevanti, la Turchia ha saputo sfruttare la propria posizione strategica per venire incontro sia alla domanda domestica sia a quella europea, diventando un energy hub fondamentale nel più ampio progetto comunitario del Southern Gas Corridor.

La recente decisione da parte della Russia di mettere da parte il progetto del South Stream, un gasdotto che avrebbe dovuto collegare la Russia con l’Unione Europea attraversando il territorio ucraino rappresenta un cambio di marcia notevole, ma non così imprevedibile dati i recenti avvenimenti in Ucraina, il crollo del prezzo del petrolio e le tensioni politico-economiche fra Bruxelles e Mosca.

Pur tuttavia, un’alternativa è già presente e vede come protagonista, ancora una volta, la Turchia. Secondo la volontà espressa dal presidente russo Vladimir Putin e da altri quattro Paesi, ossia Turchia, Grecia, Bulgaria e Serbia, la cancellazione di dicembre del South Stream verrà “temperata” da un gasdotto alternativo: il Turkish Stream.

Fonte: ITE Oil & Gas

Fonte: ITE Oil & Gas

Il 19 giugno scorso, il Primo Ministro greco Alexis Tsipras, parlando al Forum economico di San Pietroburgo, ha sottolineato l’importanza geo-economica che nuove aree stanno acquistando a livello mondiale, a scapito dei “centri” europei e nordamericani. Nell’occasione, è stato siglato l’accordo preliminare fra Russia e Grecia proprio per il passaggio del Turkish Stream su territorio greco. Con un costo stimato di due miliardi di euro, le voci della possibilità di un anticipo del 100% da parte di Gazprom per la costruzione del gasdotto (che resterebbe di proprietà greca) sono state poi smentite e non esiste un accordo definitivo fra tutti gli Stati interessati.

Nonostante le difficoltà presenti anche fra la Turchia e la Russia in merito al prezzo del gas, la Turchia è riuscita a trarre vantaggio delle tensioni in Est Europa. In maniera simile, l’accordo raggiunto sul nucleare iraniano (e la progressiva eliminazione delle sanzioni internazionali), daranno la possibilità a Teheran, seconda riserva mondiale di gas naturale, di entrare a far parte della consolidata rete di passaggio che la Turchia rappresenta, probabilmente entrando a far parte del consorzio TANAP.

Gli avvenimenti degli ultimi mesi hanno reso evidente la debolezza dell’Unione Europea che si traduce in un’incapacità di visione di lungo periodo, intrappolata dalle politiche energetiche nazionali divergenti e da una miopia strategica nel gestire il proprio vicinato dovuta anche all’inefficienza dei propri strumenti diplomatici quali l’European Neighbourhood Policy. La drammatica crisi greca è una crisi di sistema. Finché non saranno risolte le disfunzionalità dell’Unione stessa, è difficile immaginare un’azione esterna coerente che possa trarre vantaggio di politiche indipendenti come quella della Turchia di questi anni.

Matteo Garnero

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...