L’equilibrio di poteri nell’Unione europea: il caso del Parlamento Europeo

europarl_logo-svgIn seguito ai Trattati di Lisbona firmati nel 2009, i poteri del Parlamento Europeo all’interno delle istituzioni dell’Unione europea vengono drasticamente ampliati al punto che la sua posizione è ufficialmente equiparata a quella del Consiglio Europeo nelle importanti questioni di gestione del budget e individuazione dei compiti dell’Unione. Nonostante queste rilevanti modifiche e la peculiare legittimazione democratica diretta, il ruolo del Parlamento è rimasto secondario rispetto a quello degli altri due organi, il Consiglio e la Commissione, le quali sono andate monopolizzando l’intera costruzione europea nell’ideale collettivo. Le recenti crisi di legittimazione dell’Unione potrebbero però giocare a vantaggio del Parlamento nell’equilibrio di potere fra istituzioni.

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Chi e perché ha ucciso Aldo Moro?

Il 9 maggio 1978, il cadavere di Aldo Moro viene rinvenuto nel bagagliaio di una Renault 4. Venti anni dopo vengono condannati all’ergastolo quattro brigatisti per il rapimento e l’omicidio dell’Onorevole pugliese. Tuttavia, per molti questa sentenza non è un epilogo, solo l’ennesimo sviluppo di un caso che ha attraversato i decenni e che ancora oggi non può dirsi chiuso.

Di seguito pubblichiamo un breve resoconto della conferenza divulgativa tenuta a Forlì dall’Onorevole Gero Grassi dal titolo “Chi e perché ha ucciso Aldo Moro” organizzata da IAPSS Forlì in collaborazione con il Comune di Forlì. L’On. Grassi, vicesegretario del gruppo PD alla Camera, ha proposto la formazione della Commissione di inchiesta sul rapimento e l’omicidio di Aldo Moro, la quale ha potuto esaminare tutti i documenti desegretati nel 2016 dal Governo Renzi. In seguito ai lavori parlamentari, Grassi ha cominciato a girare il Paese per divulgare i risultati dell’inchiesta facendo tappa in oltre trecento città italiane.

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Chi e perché ha ucciso Aldo Moro? || 17/10 @ Sala Randi

Dopo trentacinque anni, è stato proposto di creare una commissione parlamentare d’inchiesta sul sequestro di Aldo Moro. Gianclaudio Bressa, relatore del provvedimento, ritiene che aprire una nuova indagine sia necessario, dal momento che «oggi sono emersi elementi di novità che riguardano azioni e omissioni e che ruotano sul sospetto, sempre più connotato da certezza, che la morte di Moro poteva essere evitata».

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Il CONVI 2016 di ASSP Italia!

Dal 26 al 28 maggio si è svolto a Roma il Convi 2016, il secondo convegno di ASSP Italia, l’Associazione degli Studenti di Scienze Politiche d’Italia.

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E’ stata un’ottima opportunità dal punto di vista accademico, in cui gli studenti presenti hanno avuto occasione di assistere ad un ciclo di conferenze e lezioni frontali sui 70 anni della Repubblica Italiana e il ruolo dell’Italia nel processo di integrazione europea, tenute da esponenti di spicco della diplomazia del nostro Paese.

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Il ballottaggio presidenziale in Austria ed il populismo in Europa

Austrian FPOe party leader Strache, presidential candidate Hofer and party member Stenzel attend Hofer's final election rally in Vienna

Austrian far right Freedom Party (FPOe) party leader Heinz-Christian Strache (L), Freedom Party’s presidential candidate Norbert Hofer and party member Ursula Stenzel (R) attend Hofer’s final election rally in Vienna, Austria, May 20, 2016. REUTERS/Leonhard Foeger

Il primo turno delle elezioni presidenziali austriache dello scorso 24 aprile ha visto il candidato del Partito della Libertà (FPÖ) Norbert Hofer assicurarsi la maggioranza relativa dei voti (36,4%), seguito dal candidato indipendente (ma comunque sostenuto dal partito dei Verdi) Alexander van der Bellen con il 20,4% dei voti. Gli altri candidati indipendenti, nonché i volti dei partiti tradizionali, il popolare Andreas Kohl ed il socialdemocratico Rudolf Hundstorfer hanno entrambi ottenuto poco più dell’11% dei voti. Nel ballottaggio di oggi 22 maggio si affrontano al voto Hofer e van der Bellen, attirando l’attenzione degli osservatori europei sulla minaccia populista, xenofoba ed euroscettica rappresentata dall’FPÖ.

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Il caso Regeni nella cornice egiziana [4/05 H 16:00 in aula 3.1]

Giulio Regeni era un ricercatore italiano dell’Università di Cambridge, fu rapito il 25 gennaio 2016, giorno del quinto anniversario delle proteste di piazza Tahrir, e il suo corpo fu ritrovato il 3 febbraio successivo.
Le condizioni della sua salma, ritrovata vicino al Cairo in un fosso lungo l’autostrada Cairo-Alessandria, hanno evocato ipotesi di tortura eventualmente in connessione con i legami che Regeni aveva con il movimento sindacale che si oppone al governo del generale al-Sīsī. Il 24 febbraio 2016 Amnesty International Italia ha lanciato la campagna Verità per Giulio Regeni (in inglese: Truth about Giulio Regeni).

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Interverranno:

  • Prof.ssa FRANCESCA BIANCANI, docente di Storia e Istituzioni del Medio Oriente, Università di Bologna.
  • Rappresentanti del gruppo 225 di Amnesty International

Qui l’evento su facebook con tutti i dettagli. Vi aspettiamo!

Settler Colonialism: uno studio comparato sulla questione palestinese [13/05, aula 1.3, H 11]

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L’occupazione dei territori palestinesi da parte dello Stato di Israele è una delle più problematiche questioni aperte del Medio Oriente.
L’esperienza palestinese può essere osservata attraverso un’interessante chiave di lettura comparata: il movimento di insediamento coloniale israeliano è paragonabile ad altre esperienze storiche come gli Stati Uniti, il Sudafrica, la Nuova Zelanda e l’Australia.
In questa comparazione si inseriscono le caratteristiche specifiche del colonialismo israeliano e le modalità di eliminazione fisica e simbolica dell’elemento indigeno palestinese.

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Il 2017 di Hollande e Merkel

IMG_0407Francia e Germania sono due attori chiave nelle dinamiche politiche ed economiche dell’Unione Europea: per questo le elezioni che i due paesi affronteranno nel 2017 rappresentano un momento decisivo per l’Europa. In questo articolo, Alessandro Zerbini ci offre uno sguardo chiaro e agile al contesto politico nazionale di questi due paesi, alle prospettive elettorali e alla possibili ricadute internazionali di un cambio di leadership. Se il cancellierato di Angela Merkel appare sostanzialmente in buona salute e pronto a rinnovarsi nel 2017, la presidenza Hollande viaggia ormai da tempo verso un lento, ma inesorabile declino. Quale sarà il futuro politico dell’Unione Europea, con una Francia probabilmente non più socialista e una Germania in cui il partito estremista AfD guadagna consensi e peso politico?  Ecco alcuni spunti di riflessione.

(Redattore: Jacopo Scita)

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Bruxelles e l’Europa che non ha paura: la voce della “generazione Erasmus”

IMG_0407Nelle ultime settimane la cronaca giornalistica ha utilizzato, e forse abusato, l’espressione “generazione Erasmus” per raccontare prima il drammatico incidente di Tarragona e poi gli attentati di Bruxelles. Attraverso questa riflessione scritta a due mani, Tommaso Ruggero e Salvatore Ricci, due studenti che stanno vivendo la loro esperienza Erasmus, provano a raccontarci come la “generazione Erasmus” sia qualcosa di vivo, dinamico e pronto a reagire ad una certa retorica della paura.
La bella immagine che esce da questo articolo è quella di una gioventù forte che si erge a spina dorsale di un’Europa proiettata nel futuro e che rifiuta di essere ridotta ad una notizia di cronaca nera.

(Redattore: Jacopo Scita)

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