L’equilibrio di poteri nell’Unione europea: il caso del Parlamento Europeo

europarl_logo-svgIn seguito ai Trattati di Lisbona firmati nel 2009, i poteri del Parlamento Europeo all’interno delle istituzioni dell’Unione europea vengono drasticamente ampliati al punto che la sua posizione è ufficialmente equiparata a quella del Consiglio Europeo nelle importanti questioni di gestione del budget e individuazione dei compiti dell’Unione. Nonostante queste rilevanti modifiche e la peculiare legittimazione democratica diretta, il ruolo del Parlamento è rimasto secondario rispetto a quello degli altri due organi, il Consiglio e la Commissione, le quali sono andate monopolizzando l’intera costruzione europea nell’ideale collettivo. Le recenti crisi di legittimazione dell’Unione potrebbero però giocare a vantaggio del Parlamento nell’equilibrio di potere fra istituzioni.

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Il ballottaggio presidenziale in Austria ed il populismo in Europa

Austrian FPOe party leader Strache, presidential candidate Hofer and party member Stenzel attend Hofer's final election rally in Vienna

Austrian far right Freedom Party (FPOe) party leader Heinz-Christian Strache (L), Freedom Party’s presidential candidate Norbert Hofer and party member Ursula Stenzel (R) attend Hofer’s final election rally in Vienna, Austria, May 20, 2016. REUTERS/Leonhard Foeger

Il primo turno delle elezioni presidenziali austriache dello scorso 24 aprile ha visto il candidato del Partito della Libertà (FPÖ) Norbert Hofer assicurarsi la maggioranza relativa dei voti (36,4%), seguito dal candidato indipendente (ma comunque sostenuto dal partito dei Verdi) Alexander van der Bellen con il 20,4% dei voti. Gli altri candidati indipendenti, nonché i volti dei partiti tradizionali, il popolare Andreas Kohl ed il socialdemocratico Rudolf Hundstorfer hanno entrambi ottenuto poco più dell’11% dei voti. Nel ballottaggio di oggi 22 maggio si affrontano al voto Hofer e van der Bellen, attirando l’attenzione degli osservatori europei sulla minaccia populista, xenofoba ed euroscettica rappresentata dall’FPÖ.

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Ucraina: vita e morte della “giustizia” dopo Euromaidan

Le indagini sociologiche, come quelle organizzate dall’International Republican Institute e Rating Group Ukraine condotte durante Euromaidan mostrano che i cittadini consideravano le misure anti-corruzione e quelle contro gli oligarchi (termine comunemente utilizzato per descrivere gli uomini d’affari di prima grandezza che per mezzo delle azioni più o meno legali esercitano il controllo della vita economica e politica del paese) come le più urgenti da introdurre. Da qui si creò il mito della cosiddetta “domanda popolare di giustizia ”, abilmente utilizzato dagli organizzatori delle proteste per unire i cittadini di entrambe le sponde di Dnepr (divisione geografica del paese che nei secoli divenne anche culturale, in quanto il fiume divide i territori quasi a metà), il che sembra avere funzionato, dato che gli oppositori di Euromaidan si sono concentrati contro gli elementi dell’estrema destra presenti in esso e non sulla difesa del regime di Yanukovych. La promessa della giustizia entrò immediatamente nel programma politico delle riforme dell’opposizione.

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The Big Enlargement: Concerns and Issues of an Unprecedent Integration

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The end of the Cold War caused the transformation of the political and security situation of the continent, and destroyed the East European bloc. In so doing, it left the countries, previously part of the Soviet Union, in a political, economic and security vacuum. In fact, communism left behind a legacy of economic mismanagement, underdeveloped civil societies and a range of deep-seated nationalist tensions. In order to escape from this situation, since the end of Eighties and especially from the early Nineties, among the Central and Eastern European Counties (CEECs) began a rush in applications for European Union (EU) membership.

The applicant countries were ten: Bulgaria, the Czech Republic, Estonia, Hungary, Latvia, Lithuania, Poland, Romania, Slovakia and Slovenia.

It is clear that either CEECs or the EU had several motivations and reasons to join and enlarge respectively Europe.

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